Un padre e una figlia che non si parlano da anni. Un segreto che li unisce e li separa.

Se chiudo gli occhi - Simona Sparaco
Simona Sparaco è un'autrice che conosco solo di fama, sul mio comodino c'è un altro suo romanzo, Lovebook, che purtroppo non ho ancora trovato il tempo di leggere.. quando ho saputo dell'uscita di questo suo nuovo lavoro, però, la curiosità è tornata a stuzzicarmi e ho deciso buttarmi a capofitto nella storia di Viola.
Come avrete capito dal mio voto purtroppo non ne sono rimasta molto soddisfatta. In parte mi dispiace perché non si tratta di un libro brutto, scritto male o noioso ma, pur con tutta la buona volontà del mondo, a me non ha trasmesso proprio niente. Privo di emozioni dalla prima all'ultima pagina.
I motivi che non mi hanno permesso di apprezzare la lettura sono tanti, tutti molto personali.. primo fra tutti la mancanza di originalità, che ha penalizzato moltissimo il romanzo. La trama, infatti, è pressoché identica a quella di altri due romanzi che ho avuto modo di leggere negli ultimi mesi, e se seguite il blog probabilmente sapete già di cosa sto parlando: Lasciami andare, di Fulvia Degl'Innocenti e Niente è come te, di Sara Rattaro. Cambiano i nomi, i paesi, cambiano leggermente i dettagli e le ambientazioni, ma il succo della storia resta lo stesso. Un padre e una figlia che non si parlano da tempo, e un viaggio nella propria terra d'origine per riallacciare i rapporti e cercare le proprie radici. E ad essere identica in questi tre romanzi non è solo la trama, ma anche lo stile, le descrizioni e le continue frasette filosofiche piazzate qua e là.. sa tutto di già letto.

Credi solo in quello che vedi.
Il fatto che tu sia l'unico a vederlo, non vuol dire che non esista.

E diciamolo, io non sono una di quelle lettrici che storcono il naso davanti ai cliché, al contrario, se un elemento mi piace non mi infastidisce trovarlo in più libri, ma in questo caso ho avuto la sensazione di leggere lo stesso libro per tre volte. Se chiudo gli occhi già per conto suo è parecchio lento, quindi vi lascio immaginare quanto poco mi sia appassionata alla storia.Peccato, perché si tratta di un romanzo ricco di segreti da svelate, incorniciati da un paesaggio misterioso e incantevole, che se sfruttato in modo diverso poteva sicuramente dare molto di più.
L'ho trovato un libro, come dire, sovraffollato. Ci sono tantissimi elementi ad appesantire la lettura, troppi da poter essere gestiti bene in così poche pagine.. come se l'autrice avesse cercato di strafare, rovinando però il lavoro.
In sostanza, ammetto di averlo letto molto velocemente, non ne sono rimasta propriamente delusa semplicemente perché era il mio primo approccio con questa scrittrice e di conseguenza non avevo delle aspettative particolare, ma.. niente, diciamo che non è riuscito a conquistarmi e basta, l'ho trovato eccessivamente freddo e monotono, pur trattando temi attuali ed importanti come l'abbandono, l'infelicità e il perdono. Peccato anche per il finale, che non mi ha convinta molto.
Consigliato, forse, a chi ama i romanzi di Sara Rattaro.