Un amore infinito come l'universo

Shadows (Lux, #0.5) - Jennifer L. Armentrout

Quando si tratta di saghe o trilogie cerco sempre di concedere una seconda possibilità alla storia, anche se il primo volume non mi ha convinta del tutto. Se ben ricordate quest'estate mi sono trovata tra le mani Obsidian, che aspettavo davvero da tanto tempo. Dopo essere rimasta terribilmente delusa dalla lettura ho passato diverso tempo a decidere se proseguire o meno la serie, e ho optato per dare a questi alieni forzuti un'altra chance. In fondo so bene quanto sia difficile scrivere e far sviluppare eventi e personaggi in maniera impeccabile quindi, forse in un momento di solidarietà verso l'autrice, mi sono decisa a leggere Shadows, il prequel, nella speranza che la storia prendesse una piega migliore.. volevo ricredermi. 
Purtroppo non è andata come speravo. 
Cinque giorni per leggere un libro di sole 170 pagine è davvero tanto, e questo è successo per un solo e semplice motivo: la noia. Shadows prosegue sulla stessa lunghezza d'onda di Obsidian, infatti. Stesso stile facile e scorrevole (anche se superficiale), storia un po' banale, ma che tutto sommato non fa ribrezzo, e personaggi piatti e antipatici. Ma la noia è stata talmente tanta che rischiavo di addormentarmi ogni due pagine, cosa che in Obsidian invece non era successa (forse ero troppo occupata a odiare Daemon e Kitty?).. 
Non nego che sia stato simpatico poter conoscere la storia di Dawson, il fratello di Daemon e Dee che viene nominato una volta (va bé, forse due, poverino) in Obsidian, ma la storia d'amore tra lui e Bethany è talmente piatta e inutile che ho davvero valutato l'idea di usare il libro come fermaporta, ad un certo punto. Mi ero fatta un'idea molto diversa di questa sfortunata coppia, nella mia mente erano due innamorati forti, da ammirare.. disposti a tutto pur di stare insieme. E invece cosa trovo? Due adolescenti alla prima banale, ridicola, barbosa cotta. Il fatto che abbiano 16 anni non è certamente una scusa per appioppare al lettore due cretini del genere.. Dawson è immaturo, un bambinone irresponsabile impossibile da apprezzare. Bethany è una ragazzina pallos.. ehm, noiosa da morire. Una che dice cose come «Gnammi!» rubando l'impasto dei biscotti è da prendere a sprangate, dai. Vi lascio immaginare che coppia formino questi due individui.. se separati sono dei decerebrati, quando sono insieme si trasformano in una coppietta dell'asilo e il loro quoziente intellettivo di riduce a quello di un ombrello. Che delusione!

L'unica cosa positiva è che sono riuscita ad apprezzare un pochino Daemon (apprezzare è un parolone) visto che compare poco.. mentre Dee resta la solita rompi scatole dalla quale mi terrei a debita distanza, nella realtà. Oddio, se Dee esistesse sul serio probabilmente implorerei qualcuno di chiuderla in manicomio.. dire che è insopportabile è farle un complimento. 
Di altri personaggi sinceramente non me ne vengono in mente, la storia sembra girare intorno a loro e a qualche assurdo nemico degno dei cartoni Disney (con tanto di risata malvagia, muahahahahaha!) 
Ultima critica: so che un libro non si giudica dalla copertina, ma se Dawson e Daemon sono gemelli, e se in una riga sì e una pure le ragazze sbavano sui loro magnifici-magnetici-misteriosi occhi verdi, mi spiegate perché il tizio in copertina ha gli occhi di quel patetico grigio/azzurrino, mente in Obsidian sono di un bel verde alieno? 
Va bene, penso di poter concludere qui questa inutile recensione. Il libro non vale granché, anche se ho letto di molto peggio, ma se siete curiosi di scoprire qualcosina in più sugli alieni della Armentrout potreste farci un pensierino.. a vostro rischio e pericolo.