La ragazza di fuoco (Hunger Games, #2) - Simona Brogli, Fabio Paraccini, Suzanne  Collins

Non ho idea di quanto tempo ci sia voluto prima che mi decidessi a scrivere questa recensione, ma credetemi, ne è passato parecchio. Odio quando, dopo aver concluso un libro, le idee che ho in testa si affollano e si confondono.. infatti mi riesce davvero difficile scrivere qualcosa di sensato sul secondo volume della trilogia dedicata agli Hunger Games.. e purtroppo la mia difficoltà non sta nell'esprimere pensieri positivi. Non del tutto, almeno. 
Tanto per cominciare, dopo aver letto il primo volume della serie non mi era rimasta nessuna voglia di scoprire come proseguisse la storia di Katniss e Peeta, ecco perché ho aspettato così tanto tempo per prendere in mano il seguito.. e ammetto di averlo letto semplicemente in vista dell'uscita del film, che vedrò sicuramente. Era successo con Hunger Games, ed è successo con La ragazza di fuoco: non so cosa ne penso. 
Non ha senso vero? Eppure è così. 
Mi è piaciuto, e al tempo stesso l'ho detestato. 
Purtroppo ho trovato la storia molto forzata e ripetitiva, ci troviamo senza dubbio davanti al tipico "libro di mezzo", quello scritto un po' così, perché ormai le duologie non vanno più di moda. Le differenze tra primo e secondo volume sono quasi inesistenti e questo rende la lettura noiosa e, appunto, ripetitiva (se leggo un'altra volta della ceretta di Katniss faccio una strage). 
I personaggi sono forse il tasto più dolente, perché esattamente come era successo nel primo volume non mi sono piaciuti.. nemmeno uno! Il problema non è tanto il come o il perché fanno le cose, è semplicemente che.. non sono caratterizzati. Sono personaggi pozzanghera, ecco. Ci sono? Bene. Non ci sono? Va bene comunque. Non fa differenza, non si sente la mancanza di nessuno, nemmeno della protagonista! È come se l'autrice avesse creato una trama che non necessitasse di personaggi.. so che è assurdo, ma la mia impressione è questa, e non so come spiegarlo. L'unico che in qualche modo riesco ad apprezzare è Haymitch. 
A dispetto di tutto, però, Hunger Games è un fenomeno mondiale. Perché? 
La mia opinione è questa: Il Signore degli Anelli ha raggiunto la sua fama grazie alle bellissime descrizioni di Tolkien. La saga di Harry Potter è un inno alla fantasia, e perfino Twilight può essere apprezzato per aver dato vita ad un nuovo genere letterario. Ma Hunger Games.. più che chiedermi "perché è famoso!", mi viene da chiedermi "perché non dovrebbe esserlo?" È scritto in modo scorrevole, è coinvolgente, cattura, si legge con piacere.. ma per quel che mi riguarda non è abbastanza, non ha nessun punto forte che ne giustifichi il successo. 
L'ho trovata una lettura piacevole, ma continuo a pensare che sia una trilogia per ragazzi, niente di più. Merita di essere letta da chi cerca una storia scorrevole che lo intrattenga per qualche ora, ma non credo sia abbastanza emozionante da arrivare in cima alle classifiche. 
Non sono convinta, non sono curiosa, non sono emozionata. L'ho letto perché mi sono sentita obbligata, vista l'uscita del film, niente di più, la sensazione di indifferenza che mi ha lasciato è sufficiente a farmi capire che non merita un posto speciale nella mia libreria. 
Vi state chiedendo il perché delle 3 stelle, vero? Semplice: io ADORO lo stile della Collins (come lo avevo già adorato in Gregor-La prima profezia). Lo trovo piacevole, semplice, schietto e al tempo stesso ricco di dettagli, e solo per questo La ragazza di fuoco si aggiudica la sufficienza. 
Leggerò l'ultimo volume con la speranza che la Collins mi regali almeno un finale con i fiocchi, in caso contrario questa trilogia tornerà a prendere polvere sullo scaffale, e va bene così, non mi aspettavo niente di particolare, e quindi non sono rimasta particolarmente delusa.