A cosa serve la sicurezza se sei morta dentro?

Firelight: La ribelle  - Sophie Jordan, Luca Fusari

Firelight-La ribelle vanta, per prima cosa, una cover meravigliosa: una chioma di capelli rossi, pelle di drago e pupille verticali. Un'immagine capace di catturare l'occhio dei lettori.. me compresa. Uscito a inizio anno, questo affascinante volume è rimasto a prendere polvere nella mia libreria per molti mesi, sapete perché? Subito dopo l'acquisto, da brava strega curiosa, non ho resistito alla tentazione di leggerne le prime pagine e.. orrore! Ne ero rimasta così.. schifata (non trovo altre parole per dirlo), che appena arrivata a casa l'ho infilato in un angolino buio della libreria nella speranza di dimenticarmene. 
Perché ho deciso di leggerlo ora? Perché tra pochissimi giorni uscirà in libreria Vanish-La traditrice, il secondo volume di questa trilogia dedicata ai Draki, e così ho deciso di tentare. Immaginate la sorpresa quando mi sono accorta che, se non fosse stato per gli impegni, lo avrei volentieri divorato in un paio d'ore. Ci ho messo tre giorni, ma vorrei aver letto più lentamente.. la storia di Jacinda mi manca, e non vedo l'ora di avere tra le mani Vanish per scoprire come proseguiranno le avventure di questa giovane Draki. 
Sarò sincera, a costo di sembrare poco obbiettiva: mi è piaciuto tutto di questo libro. Mi rendo conto delle pecche e dei cliché, anzi, solitamente sono io la prima ad odiarli, e in questo romanzo di certo non mancano: l'amore impossibile c'è. La nuova scuola c'è. Possiamo trovare tutti quei piccoli particolare che ormai sembrano inevitabilmente far parte delle storie urban fantasy.. solo che, in questo caso, non mi hanno infastidito. Non chiedetemi il perché. 
L'ambientazione iniziale mi è piaciuta moltissimo. Conosciamo Jacinda e il suo clan nel loro ambiente naturale: le montagne. Nebbiose, umide, fresche, progettate per nasconderli alla vista degli umani, il posto ideale dove spiccare il volo e liberare la natura di drago. Peccato che, tra le tante specie di draghi esistenti, Jacinda sia la sola ad aver ereditato i rari geni degli sputafuoco. Questa particolarità la rende preziosa agli occhi del clan, che ha in serbo per lei un destino non esattamente roseo. Jacinda si trova così a dover scappare insieme alla madre e alla sorella, e a doversi nascondere nel deserto.. 
Qui lo scenario cambia, naturalmente. La madre di Jacinda spera che il clima arido del deserto, la mancanza di umidità e di boschi uccidano il Draki che è in lei, così da renderla un'umana qualsiasi. E proprio questa è una delle cose che ho più apprezzato: il rapporto tra Jacinda e il Draki che è in lei. Pur essendo una cosa sola, è come se fossero due creature ben distinte. Il Draki non può esistere senza il corpo della ragazza, così come lei non potrà mai sentirsi completa se lasciasse avvizzire il sangue di fuoco che le scorre nelle vene, come vorrebbe la madre. 
Ottimi anche i personaggi, sebbene Jacinda e Will non mi abbiano emozionata particolarmente come coppia. Della protagonista ho adorato lo spirito ribelle, anche se spesso indeciso, e la forza nel portare avanti le sue scelte. Mi è piaciuto anche il rapporto tra lei e la sorella gemella Tamra, e ho apprezzato moltissimo il personaggio di Cassian, nonostante resti piuttosto in disparte in questo primo volume. 
Una storia scorrevole e appassionante, ben scritta e che mi ha catturata fin dall'inizio. I colpi di scena e la semplicità non mancano, rendendolo un libro perfetto da divorare in un bel pomeriggio di sole.. vorrei che fosse durato di più!