Era bellissima. Era eccentrica.

La mamma tatuata - Jacqueline Wilson

Sono cresciuta con i libri di Jacqueline Wilson, fin da quando sono ragazzina le sue storie mi hanno tenuto compagnia, e a modo loro mi hanno aiutato a crescere. 
L'autrice ama affrontare nei suoi romanzi temi molto delicati, in particolar modo il rapporto difficile tra genitori e figli, ma lo fa con uno stile così scorrevole che le sue storie sono adatte soprattutto ai ragazzi, anche se secondo me è un genere di libro a cui si da il giusto peso solo quando si è più grandi. 
La mamma tatuata racconta la storia di Dalia, Stella e Delfina. 
Dalia ha 33 anni e due figlie di cui a malapena si ricorda, troppo presa da se stessa per pensare a chi effettivamente avrebbe bisogno di lei. E' un personaggio ben costruito, reale al punto di inquietarmi e di farmi provare pena per questa donna che passa dalla depressione all'euforia in un secondo. 
Vodka, tentativi di suicidio, tatuaggi e notti in compagnia.. Dalia sembra una bambina intrappolata nel corpo di un'adulta. 
E a rimetterci sono Stella e Delfina, di tredici e undici anni. A raccontare la storia è proprio Delfina, la più piccola, che con tutta l'ingenuità tipica dei bambini si troverà a dover affrontare una situazione che richiede grande coraggio e molta maturità.. forse troppa, perché una bambina possa davvero capire cosa stia succedendo.

 

Vivaci e testarde, fragili e indomabili, non più bambine 
e non ancora donne, le protagoniste di questa storia si 
aggiungono alla galleria di adolescenti irresistibili di cui 
Jacqueline Wilson ama raccontare: brillanti e piene di 
risorse anche di fronte agli ostacoli più insormontabili, 
alle delusioni più cocenti e all'ostilità di un mondo di 
adulti troppo spesso più bambini di loro.

 

Un libro forte e delicato, capace di far aprire gli occhi ai genitori e di insegnare molto ai bambini.