Il domani che verrà - Chiara Arnone, John Marsden

Malattie, infezioni, guerra, virus, invasioni. Che cos'hanno in comune tutte queste cose? Queste tragedie, a rigor di logica, fanno tutte parte dell'elenco di cose che.. "Capitano sì, ma non qui, non a noi." e questo è anche quello che pensano Ellie e il suo gruppo di amici quando, accampati in una radura nel folto del bosco, vedono frecciare in cielo una formazione di jet a luci spente. E poi un'altra, e un'altra ancora. 
Ma qual è lo scenario che li attende una volta tornati? 
Le loro case sono vuote, saccheggiate. Le strade deserte, gli animali domestici morti e gli abitanti di Wirrawee sembrano scomparsi e gruppi di soldati girano armati per il paese. 
L'Australia è stata invasa da una forza militare nemica, e loro sembrano gli unici ad essere scampati alla tragedia. Le famiglie, i vicini, i fratelli e le sorelle.. tutti gli abitanti sono stati fatti prigionieri, lasciando il loro futuro nelle mani di sette giovani ragazzi.

Questa lettura è stata senz'altro piacevole e scorrevole, tanto che il libro, seppur piccolo, l'ho letto complessivamente in 2 giorni. E' un libro d'avventura, di coraggio e amore che ha venduto milioni di copie, e da cui è stato tratto il film (in uscita questo mese). La mia reazione sincera, però, sarebbe: "Milioni di copie?! Sì, ma per l'idea, non per il libro in sé!" ma andiamo con calma perché, pur avendomi deluso, Il domani che verrà è un libro piacevole. 
A raccontarci la storia è Ellie che, di comune accordo con il resto del gruppo, scrive tutta la loro avventura affinché non venga dimenticata. Insieme a lei ci sono Fi, ragazza ricca e sofisticata, Lee, intelligente e serio, Homer, razionale e calcolatore, la sua migliore amica Corrie e Kevin. Oh, sì, ci sarebbero anche Chris e Robyn, ma non penso valga la pena di nominarli. La mia idea era che in una situazione simile i personaggi dovessero subire un cambiamento, dovessero acquistare profondità e spessore, invece questi sette ragazzi sono piatti come fogli, quando si tratta di carattere. Certo, abbiamo capito che Lee è quello intelligente e Fi quella perfettina, ma il problema è proprio che lo abbiamo capito, non sentito. Se non fosse stato per i nomi che li distinguono mi sarei chiesta per 250 pagine se la protagonista non fosse una sola, semplicemente spiaccicata sulla carta per sette volte. 
Il triangolo amoroso tra Ellie, Lee è Homer è semplicemente vergognoso, buttato là solo perché si sa, un po' d'amore rende tutto più interessante. 
Una delle cose che mi ha lasciata particolarmente insoddisfatta è stata la preparazione di questo gruppo ad un disastro simile: abbiamo capito che la serie è dedicata ai giovani, okay, il problema è che qui tutto ciò che riguarda guerra-dolore-sofferenza viene completamente addolcita, tanto che ne resta ben poco, e la sensazione di pericolo e disperazione è praticamente inesistente, probabilmente ciò è dovuto al fatto che il nostro gruppo di eroi è super equipaggiato! Fuoco, fornelli, cibo, acqua, armi, medicinali, shampoo, spazzolini, vestiti.. è un po' difficile captare la disperazione, quando gli unici scampati al disastro sembrano semplicemente in campeggio. 
Il libro è molto semplice e lineare, non ti trasporta nella storia abbastanza da appassionarti, ma al tempo stesso non ti esclude tanto da fartela disprezzare.. si è sempre un po' in bilico sul "così-così".

Nonostante il tono leggermente polemico che (mi sono appena accorta) ho mantenuto in tutta la recensione, il libro è piacevole e scorrevole, semplicemente lo si deve leggere se si è in cerca di un'avventura, e non di un libro più intenso e serio.


Così, dunque, agiva la natura. La zanzara provava dolore e panico, ma la libellula non conosceva la crudeltà. Non aveva immaginazione e quindi non poteva immedesimarsi nella sua vittima; si godeva il pasto e basta. Parole come "male" e "cattivo" non significavano niente, per la natura. Sì il male era un'invenzione dell'uomo.