Rebel - Alexandra Adornetto

Rebel scorre bene ed è piacevole, la Adornetto per quanto giovane ha dimostrato di avere uno stile buono, semplice e fresco. La storia d'amore tra Bethany e Xavier è delicata, forse anche un po' infantile, proprio perché l'ho sentita poco vera, poco profonda. A frenare il mio entusiasmo sono state in particolare tre cose: in Rebel troviamo molti concetti cristiani, troviamo il Paradiso e l'Inferno, Dio e Lucifero. La verità? Troppa chiesa, per potermi affascinare. Troppe preghiere, troppa fede, troppe messe e riferimenti al Padre di tutti i Cieli. Però sono d'accordo che questo sia un problema mio, molto ma molto personale. 
In secondo luogo c'è la trama, che non brilla certo per originalità: Ivy, Bethany e Gabriel passano mesi e mesi a cercare di capire quale sia la loro missione sulla Terra, e nel frattempo il lettore di sorbisce la normalissima vita amorosa/scolastica di Bethany: il fidanzato, l'amica, la festa sulla spiaggia, il ballo, lo shopping.. uhm.. sì. Niente contro la normalità, ma se avessi voluto leggere un romanzo di adolescenti che fanno cose da adolescenti avrei iniziato un qualsiasi altro libro.. la domanda mi sorge spontanea: ma gli angeli, cosa ci stanno a fare? Perché dal mio punto di vista il fatto che Bethany sia un angelo non è servito a niente, se non a creare la tipica situazione "Vorrei stare con te, ma non posso." se entrambi fossero stati umani tutto ciò non sarebbe potuto accadere, lo sappiamo bene.. ma non per questo mi va a genio l'inserimento del paranormale. Il libro avrebbe dovuto trattare il Bene contro il Male, gli angeli contro le Forze Oscure, e ovviamente ci sarebbe stata la storia d'amore.. in Rebel invece la storia gira intorno a Beth-Xavier, Xavier-Beth, Beth che fa shopping con Molly, Molly che spettegola, le lezioni.. e sì, qualche volta ci viene ricordato che Beth è un angelo. Piacevole, sì, ma non era questo che mi aspettavo. 
Terzo punto negativo: i personaggi. Gabriel e Ivy dovrebbero essere angeli potenti e saggi, e invece si perdono in un bicchier d'acqua, sono irreali e poco delineati. Ottimi per restare sullo sfondo e salvare Beth in caso di necessità. Bethany per me è stata una spina nel fianco.. insicura, debole e stupida. Abbiamo capito che l'amore era un ingrediente fondamentale della storia, ma un angelo che mette a repentaglio tutto il Regno dei Cieli e la Terra, solo per potersi fidanzare.. no. Non so come funzionino le cose Lassù, ma io l'avrei fulminata. Xavier poi, lascia stupefatti. Fratello e figlio perfetto, studente modello, bello, divertente, leale e sincero, sportivo e sincero. Per un istante ho creduto che l'angelo fosse lui, invece che Bethany. 
Non mi soffermerò neanche per un istante sul "cattivo", Jake, perché è così ridicolo che non ho nulla da dire. Esiste solo perché serviva un antagonista, nulla di più, e la parte del cattivo la fa pure male.

Tra le altre cose che non ho apprezzato c'è stato il modo in cui l'autrice distorce la visione dei "gruppi" di adolescenti. Le studiose hanno penne e quaderni sempre impeccabili, e vanno in tilt se si chiede loro di scrivere una poesia sull'amore: perché? Perché loro, da brave studiose, non hanno una vita sociale/amorosa, e non sanno cosa scrivere. E ancor peggio è stata l'idea che la Adornetto sembra avere degli abiti neri.. perché attenti, a chiunque piaccia vestirsi di nero è sotto inteso che sia un seguace di Lucifero, che sia depresso e che veneri la morte. C'è stata un'accoppiata nero-cimitero-dark a dir poco allucinante. Sì, io la prendo sul personale, da brava gothic-dark quale sono, ma pregherei gentilmente la Adornetto di informarsi, prima di scrivere. Perché affermare che "Alla base della cultura dark c'è l'adorazione per la morte", non fa che innervosirmi. Capisco che forse era solo un modo per distinguere nettamente angeli-Dio-bianco-chiesa da demoni-Lucifero-nero-Inferno, ma avrei davvero evitato.

Di conseguenza, torno a ribadire: Rebel è scritto bene, è fluido e scorre in fretta, e a conti fatti lascia un ricordo piacevole, ma è pieno di cliché, e non brilla certo per originalità.