Se conosci ciò che hai davanti, non lo temi.

Blue (Trilogia delle gemme, #2) - Kerstin Gier, Alessandra Petrelli

Quando, quasi un anno fa, mi sono decisa a leggere Red, ero davvero molto titubante. Sentivo parlare bene della Trilogia delle Gemme ovunque e da chiunque, e come sempre accade in questi casi mi sono trovata a storcere il naso. Per fortuna la curiosità ha avuto il sopravvento.. per fortuna, sì, perché il primo volume delle avventure dedicate a Gwendolyn mi hanno in un certo senso appassionata. Ci ho messo un bel po' di tempo a procurarmi Blue, ma non appena preso non ho resistito, ho voluto iniziarlo subito.
Blue riprende esattamente dove Red si era interrotto, ma poi prosegue in modo decisamente migliore. In questo secondo volume ho trovato molta più azione, più intrecci e, per fortuna, ho trovato molte spiegazioni ad eventi che in Red mi avevano lasciata un po' perplessa e con l'amaro in bocca.
Lo stile ironico e frizzante della Gier, poi, rende la lettura davvero piacevole e fresca, i suoi romanzi si leggono davvero in pochissimi giorni e risultano sempre freschi, fanno sorridere.. quest'autrice ha la capacità di tenermi incollata alle pagine anche quando la trama non è particolarmente appassionante, qualità che apprezzo davvero molto.
Dunque, la storia è davvero innovativa e interessante, perfino per me che non amo molto i viaggi nel tempo e tendo a confondermi facilmente quando si inizia a mischiare passato, presente e futuro, ma con La Trilogia delle Gemme questo non è successo perché la Gier è stata davvero brava, è riuscita ad intrecciare la trama senza farla diventare troppo caotica o incomprensibile, quindi altro punto a suo favore.
Eppure, nonostante la storia mi piaccia moltissimo e adori lo stile dell'autrice, e nonostante abbia dato a questo volume una stella in più rispetto al primo libro, non sono comunque rimasta del tutto soddisfatta.. riuscite a immaginare perché? I motivi sono due. Primo, gigante, insormontabile problema: Gwendolyn Shepard, la diciassettenne protagonista di questa trilogia. Gwenny, come viene teneramente chiamata, è inequivocabilmente stupida. E non mi riferisco alle paranoie da adolescente innamorata, a quelle posso sopravvivere.. parlo proprio del suo quoziente intellettivo, pari al massimo a quello di un rastrello. Per una volta avrei voluto riuscire ad apprezzare una protagonista imperfetta e più, come dire, ragazzina, perché Gwen si comporta più o meno come faremmo noi, lettrici qualsiasi, se venissimo catapultate davvero in una situazione del genere. Nei libri, negli Urban Fantasy in particolare, mi viene spesso da riflettere su come reagirei io.. sicuramente non sarei perfetta, controllata e sicura come le protagoniste che puntualmente incontro. Solo che, accidenti, Gwendolyn è troppo scema per suscitarmi un qualsiasi sentimento positivo. La sua parola preferita è un odioso «mhmmmmm», che usa come risposta a praticamente tutto quello che le viene chiesto. E, anche quando per miracolo le si riattiva un neurone e riesce a dire una frase completa, ci infila un «mhmmmmm» ogni tre parole. Niente da fare, bocciata lei e super bocciata la sua inutile migliore amica Leslie.

Secondo motivo che mi ha impedito di apprezzare a pieno questo libro: la scelta delle cover della Corbaccio. Io proprio non ce la faccio, davvero. Sono meravigliose, ma non c'entrano un fico secco con la storia, anzi, danno un'impressione totalmente sbagliata di quello che il lettore si trova poi a leggere. Avrei davvero preferito che la Corbaccio avesse mantenuto le copertine originali che, per quanto bruttine, rispecchiavano alla perfezione il contenuto della storia. Diciamo che, per quanto belle, le copertine gotiche scelte dalla Corbaccio fanno pensare a una storia più matura e ricca di mistero e avventura, quando in realtà come serie è molto leggera e tranquilla. Non smetterò mai di ripetere che La Trilogia delle Gemme è una serie pensata per un pubblico di ragazze davvero molto, molto giovani. Questo non toglie che anche una lettrice adulta possa apprezzarla, anzi, io stessa ne sono la prova, ma trovo che le cover italiane siano molto fuorvianti.
Al di là di tutto, però, Blue mi ha piacevolmente sorpresa. In questo volume tutti i tasselli della trama iniziano ad andare al loro posto, e sono molto curiosa di leggere Green, il capitolo finale della trilogia. Consiglio questa lettura a chi cerca una storia molto leggera, che si legga in poche ore, ma che al tempo stesso riesca ad appassionare e a non risultare banale.