L'ombra del mondo: la profezia dimenticata - Vittoria Sacco

Ho iniziato questa recensione in decine di modi diversi, ho scritto e cancellato frasi su frasi, incapace di mettere nero su bianco i miei pensieri riguardo a questo libro, gentilmente inviatomi dall'autrice, ma da qualche parte devo iniziare, quindi cercherò di tirare insieme insieme le idee nella speranza di riuscire a scrivere una recensione non troppo confusa.
Ho deciso di leggere questo primo volume della trilogia così, all'improvviso. Avevo già visto la copertina girovagando su qualche blog letterario, ma non trovandola particolarmente bella (al contrario della cover del secondo volume, che mi piace molto) non mi ero mai soffermata più di tanto sulla storia, cosa che invece ho avuto modo di fare dopo aver scambiato qualche e-mail con la simpatica autrice italiana.
La Profezia Dimenticata è un romanzo particolare e coinvolgente, che ho letto tutto d'un fiato in pochissimi giorni. Non sapevo esattamente cosa aspettarmi, e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa, anche se non del tutto soddisfatta.
La prima cosa che salta all'occhio è sicuramente la padronanza linguistica e grammaticale dell'autrice, che sfoggia un lessico molto ricco e dettagliato, forse addirittura troppo per chi, come me, affronta questa lettura "impreparato". Non che mi aspettassi una storiella Fantasy per ragazzini, naturalmente, ma non pensavo nemmeno di trovarmi davanti ad una storia tanto complessa, soprattutto nelle parti dedicate alla politica del regno e alle spedizioni militari, che qualche volta mi hanno un po' confusa e hanno rallentato la lettura, pur senza rovinarla. Come ormai avrete capito, questo non è un romanzo Fantasy di quelli classici, e in un certo senso è un bene, l'autrice ci propone una lettura curiosa e interessante adatta a chi cerca una storia coinvolgente e al tempo stesso complessa.
Come ho già detto, però, il romanzo non mi ha soddisfatta del tutto a causa, udite udite, della troppa perfezione. No, non avete capito male, è esattamente quello che è successo. Strano vero?  L'autrice, bravissima nello schematizzare tutto, dalla trama ai personaggi alla struttura dei capitoli, ha dato vita ad una storia talmente pensata da non riuscire ad emozionarmi. Non amo trovare refusi e incongruenze quando leggo, questo è ovvio, ma anche un romanzo troppo perfetto può qualche volta infastidirmi. Ho avuto l'impressione che i personaggi recitassero una parte, anziché vivere la loro avventura, come se l'autrice non avesse lasciato loro la possibilità di uscire dagli schemi per paura di rendere la storia meno precisa, peccato che questo abbia avuto su di me l'effetto contrario, ovvero quello di farmi sentire trama e personaggi poco veri e vivi, ed è un peccato, perché alcuni erano davvero interessanti e ben caratterizzati.
Non  me la sento di dire che questo ha rovinato la lettura, perché non è così, ma pensavo fosse importante cercare di spiegarvi il perché del mio voto, ovvero le ormai famose e super usate 3 stelle.

Credo che La Profezia Dimenticata sia un libro avvincente, ma richiede un certo tipo di lettore, qualcuno che ami le battaglie, la magia e i termini ricercati, e che non abbia paura di buttarsi a capofitto in un'avventura impegnativa. Insomma, non è certamente una lettura leggera, anche se si fa leggere in modo piuttosto scorrevole.
Per concludere, posso dire che si tratta di un buonissimo romanzo d'esordio che l'autrice utilizza quasi come metafora del nostro mondo, diviso tra Bene e Male, un mondo in cerca di equilibrio e di giustizia, dove nessuno è solo buono o cattivo: un mondo parallelo dove raccontare, a modo suo, i problemi che affliggono la società e il popolo, nella realtà così come nel suo romanzo. Il mio consiglio per Vittoria: lascia che i personaggi sbaglino e crescano con te, nessuno meglio di loro può tirare le redini della storia!