Le fate a metà e il sigillo di Brina - Benedetta Parodi

Questa recensione mi preoccupava, avevo paura di non trovare abbastanza parole per parlarvi di questo libro. Non perché non mi sia piaciuto, anzi, ma perché il mio parere resta praticamente invariato da quello del primo volume della serie (che vi ho recensito qui), ma adesso basta, passiamo finalmente a vedere cosa mi ha lasciato questa meravigliosa lettura!
Dopo aver scoperto di essere le eredi di Arla, la Fata della Nebbia, Viola e Bianca si trovano faccia a faccia con il terribile serpente nero per la seconda volta e io, che ormai sono affezionata alle due gemelle, non ho potuto evitare di correre in libreria a comprare questo nuovo capitolo delle avventure dedicate alle Fate a Metà e al loro magico mondo.
Così come nel primo volume della serie, anche ne Il sigillo di Brina ho trovato tanto divertimento, amicizia e dolci ricette da sperimentare (mai provata la zuppa di zucca peperina?), oltre a questo e al solito stile fiabesco e coinvolgente della Parodi, però, c'è stata una bellissima sorpresa: ho fatto la conoscenza di Zefiro, il vento! Sarà che ho un debole per i personaggi secondari, soprattutto se impulsivi e un po' spericolati, ma Zefiro mi ha letteralmente conquistata, ha dato un tocco un più alla serie, facendomela apprezzare più di quanto avessi sperato.

Chiudere il libro mi è stato davvero difficile, è uno di quei casi dove un capitolo tira l'altro, e finisci per leggere tutto il volume in pochissimo tempo.
Come avevo già detto sul primo libro, anche in questo gli insegnamenti non mancano. Si affrontano in modo delicato temi come l'inquinamento, la natura, il coraggio e la paura, il tutto avvolto da semplicità e avventura, un modo infallibile per far imparare qualcosa anche ai lettori più giovani che magari faticano ad apprezzare romanzi più complessi. Trovo che questa serie sia infatti una lettura incredibilmente completa. È ottima per passare un allegro pomeriggio o per essere letta ai propri bimbi come fiaba della buonanotte, racconta di magia, di famiglia e di come il male nel mondo possa essere sconfitto attraverso le piccole cose, senza che tuttavia sparisca mai davvero,  e tutto questo senza togliere avventure e risate. Insieme a Bianca e Viola si possono visitare luoghi incantati come l'isola di Antea, il monte Ararat e il castello di Nivea, posti che resteranno nel cuore di grandi e piccoli. E, tornando ai lettori più giovani, credo che l'idea di inserire nel libro le ricette magiche possa coinvolgere ancor di più i bambini, che con l'aiuto di mamma e papà potranno preparare gli stessi piatti che le piccole Fate Metà utilizzano nella storia. In questo volume, ad esempio, potete trovare la ricetta della zuppa di zucca peperina, che rincuora chi ha visto la morte in faccia, le polpette di Minia (da preparare rigorosamente con otto mollettine appuntate nei capelli), la zuppa al pomodoro per infondere energia e coraggio e, infine, il gelato alla vaniglia (meglio se preparato in compagnia di una Fata delle Nevi).
Illustrata dalla bravissima Silvia Provantini, la serie dedicata alle Fate a Metà finisce dritta dritta sul mio scaffale, accanto a Fairy Oak e allePrincipesse del Regno della Fantasia. Non fatevi ingannare, questi libri contengono molto più di quanto possiate immaginare!