Stabilire che certe persone sono diverse, separarle dalle altre, indicarle con il dito, vuol dire cominciare a ucciderle.

Quand'ero soldato - Valérie Zenatti, Paolina Baruchello

Quello che vi recensisco oggi è un libro autobiografico che racconta l'esperienza dell'autrice, ai tempi diciottenne, in partenza per il servizio militare nel suo paese, Israele.
Così come tutte le storie vere, Quand'ero soldato non solo è riuscito ad emozionarmi e a coinvolgermi, ma è anche riuscito ad insegnarmi qualcosa su un paese molto lontano dal mio, sia in termini di distanza che di usanze di cui sapevo davvero poco.
La cosa più bella di questo libro è il modo in cui Valérie racconta la sua storia: più che un libro sulla guerra, come ci si potrebbe aspettare, è il libro di un viaggio, di un percorso di crescita, quello fatto dall'autrice durante i due anni di addestramento, e nelle pagine sono racchiuse non solo le descrizioni delle giornate di lavoro e di allenamento, ma anche quelle emozioni provate da Valérie, che cerca in tutti i modi di tenere separate le due parti di sé, la ragazza e la soldatessa. Dove inizia una e dove finisce l'altra? Jeans, divisa. Libertà, obblighi. Spensieratezza, responsabilità.
Nella vita di Valérie tutte queste cose si mischiano e si alternano, strappandola dalla sua vita di normale diciottenne, fatta di cinema, scuola e amiche, e catapultandola in una realtà in cui portare la divisa la rende invisibile, soldatessa in mezzo ad altre soldatesse. Ma in mezzo a tutto lo smarrimento e alla tristezza, questa ragazza non rinuncia a sognare, ad amare e a ridere.. e soprattutto, non rinuncia a pensare. Ci troviamo infatti davanti ad una giovane donna brillante e intelligente, che non ha paura di mettersi alla prova e di farsi domande, alcune semplici, altre filosofiche e, altre ancora, spiazzanti. A soli diciotto anni Valérie si pone domande sulla guerra e sul suo paese, su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, tenendosi stretta la sua identità e raccontando la sua esperienza nel campo militare in modo pratico e con lucidità. Un'altra cosa che ho trovato bella e utile, per così dire, è che in tutte le sue riflessioni sul conflitto tra israeliani e palestinesi mantiene sempre un tono neutro,lasciando così che sia il lettore a farsi la propria opinione in modo completamente libero, senza alcun tipo di razzismo o influenza.

"Se qualcuno ci si avvicina durante un turno di guardia, dobbiamo chiedere la parola d'ordine. Se non risponde, dobbiamo dirgli con voce sufficientemente forte: «Alt!» poi «Fermi o sparo!». Se la persona continua ad avvicinarsi, dobbiamo sparare alle gambe.
Se avanza ancora, dobbiamo sparare per uccidere.
Sparare per uccidere. Sono parole.
Ma, una accanto all'altra, rimbombano come un'esplosione."


Ci tengo anche a parlare del modo in cui è strutturato il romanzo, perché ne sono rimasta piacevolmente colpita. Innanzitutto ho trovato utilissima la premessa scritta Paolina Baruchello (traduttrice del libro), che in poche pagine racconta la storia di Israele e spiega in modo semplice e chiaro in quale situazione si trovano al giorno d'oggi i paesi citati nel libro. Credo che sia importante affrontare questa lettura con le idee chiare, e la premessa della Baruchello permette di vedere il tutto in modo più completo. Il romanzo in sé è invece diviso in due parti, alcuni capitoli sono scritti sotto forma di diario, altri invece sono narrati, sempre dal punto di vista di Valérie, in modo più generico, così da poter dare al lettore una visione più ampia della storia e dei suoi indimenticabili personaggi. Molto interessante anche l'intervista che si trova a fine libro, fatta a Dalia, una ragazza israeliana di origine italiana che come Valérie si trova ad indossare la divisa e, in poche brevi domande, racconta la sua esperienza nell'esercito.
Quand'ero soldato non vuole essere una critica o una cronaca del servizio militare, ma piuttosto si percepisce il bisogno di una giovane ragazza che sente la necessità di scrivere, di mettere nero su bianco quel poco di personalità che le è concesso avere, per non dimenticare, per non perdere sé stessa.
Un libro che racconta una realtà molto lontana dalla nostra, ma con ragazze che provano le nostre stesse emozioni e paure. Una protagonista ironica, coraggiosa e forte che ha saputo emozionarmi dalla prima all'ultima pagina.. davvero consigliatissimo!