Il sigillo di Aniox. Il destinato - Chiara De Martin
Dopo aver letteralmente divorato il primo volume della serie (leggi la recensione) non ho potuto evitare di fare i salti di gioia quando l'autrice mi ha proposto di leggere subito il secondo volume della trilogia, pubblicato da Piazza Editore pochi mesi fa.. grazie Chiara!
Devo ammettere che era da diverso tempo che non attendevo un seguito con così tanta ansia, buttarmi a capofitto nelle pagine de Il Destinato è stato emozionante e bellissimo, sentivo il bisogno quasi fisico di sapere cosa ne sarebbe stato di Rut e Jack e del destino di Aniox.. ma un po' di paura c'era perché temevo, in un certo senso, di restare delusa. E invece no, al contrario! Questo secondo libro ha portato una ventata di magia e avventura, confermando le impressioni positive che mi ero già fatta durante la lettura del primo volume.
Nonostante le piccole pecche non manchino, come ad esempio l'abuso di sinonimi e alcuni discorsi che risultano un po' surreali o forzati, il mio voto resta decisamente alto, perché ero talmente coinvolta nelle avventure della principessa Rut che i piccoli difetti non mi hanno in alcun modo disturbata, anzi, con il passare dei capitoli ho finito con il considerarli parte dello stile dell'autrice e, di conseguenza, non hanno influito negativamente sulla lettura. Per quanto riguarda lo stile, infatti, va certamente considerata la giovane età dell'autrice, che ha reso la trilogia del Sigillo di Aniox una lettura fresca e scorrevole, ma al tempo stesso ricca di bellissime descrizioni che hanno quasi il potere di far comparire davanti agli occhi del lettore i paesaggi, il castello e i sontuosi abiti dei personaggi, dando la sensazione di trovarsi davvero all'interno del romanzo e di vivere in prima persona le avventure di Rut.
La differenza tra il primo e il secondo volume però si nota molto, e ne sono rimasta piacevolmente colpita.
Ritorno alle origini si concentrava sul magico e meraviglioso regno che Rut, una volta scoperta la propria identità, doveva imparare a conoscere. Tra i punti fondamentali del libro c'erano i sentimenti teneri e ancora adolescenziali tra lei e Jack, la scoperta di avere una famiglia e la necessità di imparare a comportarsi come una principessa. La Rut del primo libro era in parte ancora una bambina e l'atmosfera generale del libro, nonostante i pericoli non mancassero, era abbastanza serena. Il Destinato invece è un romanzo molto più cupo, i nostri eroi si trovano davanti a morte, caos, distruzione e prigionia. Rut deve maturare e crescere in breve tempo per adattarsi ad una nuova e poco felice situazione, impara a ragionare, ad essere prudente e a contare solo su sé stessa. Il destino la metterà davanti a scelte difficili e le prove da superare saranno innumerevoli, soprattutto quelle interiori. E come Rut, anche gli altri personaggi dovranno crescere e mettere da parte sogni e progetti per unirsi contro il potere del Destinato, che minaccia di spazzare via tutto ciò che hanno di più caro.
Un ottimo volume intermedio, non c'è che dire! I colpi di scena non mancano, la magia e il coraggio rendono questa lettura coinvolgente e scorrevole e il finale lascia aperto uno spiraglio su quello che, ne sono certa, sarà un terzo e ultimo libro ricco di emozioni. Non vedo l'ora di assistere al pareggio dei conti tra i nostri eroi e il Destinato e di scoprire finalmente se Rut darà ascolto al cuore o alla ragione.