Ho sempre saputo che un giorno sarei diventata Belly Fisher. Solo non immaginavo che sarebbe successo così.

Per noi sarà sempre estate - Jenny Han

Siamo arrivati al volume conclusivo della trilogia dell'estate.. non pensavo che sarei riuscita ad arrivare al terzo e ultimo libro, lo ammetto. Eppure, tra mille avventure - il secondo volume mi è caduto in acqua, tanto per dirne una -, ce l'ho fatta.
Recensire l'ultimo libro di una saga è sempre una questione delicata perché si vorrebbe parlare dello sviluppo della storia, del finale e di ciò che avremmo voluto succedesse - o non succedesse -, ma vorrebbe dire riempire la recensione di spoiler, e non è quello che vogliamo, quindi cercherò di essere breve nel lasciarvi la mia opinione.
Il primo volume è stata una delusione, il secondo mi ha annoiata a morte e dal terzo non sapevo cosa aspettarmi.. per fortuna ho deciso di leggerlo, se non lo avessi fatto mi sarei persa l'unico volume decente della trilogia, perché sì, il mio voto purtroppo resta molto basso, ma questo è il libro che ho apprezzato di più.. il meno peggio, diciamo.

Io ho sempre amato soltanto due ragazzi, entrambi con il cognome Fisher. Conrad è stato il primo, e l'ho amato come lo si può fare solamente la prima volta.
Poi c'è stato Jeremiah. I miei due grandi amori.


Buona parte della storia continua ad essere inutile a mio parere, per quasi 300 pagine troviamo Belly, ormai diciannovenne, intenta ad organizzare il proprio matrimonio.. peccato che non sappia dove sbattere la testa e che il tutto risulti molto inverosimile (non per l'età della protagonista, ma proprio per come viene trattato da parte sua e del futuro sposo la questione del matrimonio). In questo volume però l'autrice deve essersi fatta una bella flebo di caffeina perché finalmente, dopo averci ammazzati di noia con il secondo libro, si è data una svegliata: Per noi sarà sempre estate ingrana, mette la marcia e più o meno decolla. Inciampa qua e là su scene penose, discorsi tremendi e sui complessi snervanti di Belly - sono abbastanza sicura che lei e Bella Swan siano in qualche modo imparentate - , ma nel complesso non l'ho trovato brutto come i primi due.. peccato solo che la Han sembri aver sviluppato un insano piacere nel rovinare i personaggi. Di Belly non parliamone proprio, l'ho insultata abbastanza nella recensione del secondo volume e la mia opinione su di lei non è cambiata di una virgola, ma questa volta l'autrice si è divertita a rivoltare i fratelli Fisher come una frittata - Oplà! - e a sconvolgere completamente l'idea che il lettore si era fatto di loro. Il dolce e comprensivo Jeremiah si rivela essere un ragazzo pigro e disgustoso, mentre Conrad, che fino al volume precedente avrei voluto prendere a calci, si trasforma nel Principe Azzurro. La cosa brutta è questo cambiamento non viene minimamente spiegato, soprattutto per quel che riguarda Jeremiah, e questa è una cosa che mi ha dato veramente molto fastidio, sembra che la Han li abbia trasformati così su due piedi, solo per comodità, senza preoccuparsi di dare una spiegazione soddisfacente al lettore. Peccato, perché i fratelli Fisher non hanno mai fatto breccia nel mio cuore ed ero pronta a lasciarmi incantare dal finale, qualunque fosse stato, con chiunque Belly avesse deciso di passare il resto della sua vita. Ma così, con questi comportamenti senza capo né coda, la scelta di Belly mi ha lasciata del tutto indifferente e di conseguenza non mi sono sentita coinvolta o emozionata, cosa che uno si aspetta di essere almeno un po', nel finale di una trilogia. Altro errore per la Han, che si è bruciata definitivamente la sua ultima possibilità di aggiudicarsi almeno 3 stelle da parte mia.
In definitiva, non sono soddisfatta, ma proprio per niente.

Il fatto che tu seppellisca qualcosa, però,
non significa che quella cosa smetta di esistere.


Se dovessi assegnare un aggettivo a ogni volume della The Summer Trilogy credo che sarebbero, in ordine: sciatto, noioso e deludente. Non è esattamente quello che uno vorrebbe leggere, ma se siete alla ricerca di una lettura che vi impegni per un pomeriggio, potrebbe essere la trilogia adatta alla vostra estate.
Certo, bisogna prenderla per quello che è: una storia banale, un po' romantica e un po' sciocca, ma soprattutto poco impegnativa.
Non potendo scendere nei dettagli non mi resta che concludere dicendo che questa trilogia lascia il tempo che trova, quindi se pensate che possa fare al caso vostro il mio consiglio è quello di concedergli una possibilità.